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Anatolij Tymoshchuk, da Leggenda ucraina al silenzio sull’invasione russa

di Redazione EFBET News
Tymoshchuk

Se parliamo di calcio ucraino, uno dei nomi più rappresentativi insieme a quello di Andrij Shevchenko, che recentemente è stato protagonista nel supportare la causa del suo popolo dopo l’invasione russa, è sicuramente quello di Anatolij Tymoshchuk.

L’ormai ex calciatore ucraino in patria è considerato un’autentica leggenda, grazie a una carriera incredibile in giro per l’Europa. Del resto il suo palmares parla da solo: nei nove anni allo Shakthar ha vinto 3 scudetti, 3 coppe nazionali e una supercoppa, divenendo protagonista dell’ascesa del club di Donetsk, unico vero antagonista del ben più blasonata Dinamo Kiev. Dopo aver lasciato l’Ucraina si accasa con lo Zenit di San Pietroburgo. In Russia, oltre ai trofei nazionali, riesce a conquistare sia la Coppa Uefa che la SuperCoppa Europea.

Le sue prestazioni, fatte di solidità a centrocampo condite da incursioni offensive e goal, attirano le big del calcio continentale e il Bayern Monaco decide di puntare su di lui. Con i bavaresi Tymoshchuk vince tutto in Germania e nel 2013 riesce anche ad alzare la Champions League, prima di fare ritorno in Russia sempre allo Zenit per poi chiudere la carriera in Kazakistan.

Con la nazionale ucraina, è stato capitano e ha raggiunto il miglior risultato della Nazionale, vale a dire i quarti di finale ai Mondiali del 2006, sconfitto dall’Italia futura campione del Mondo. In tutto ha collezionato 144 presenze con la maglia gialloblu.

Ma oggi per “Tymo”, vice allenatore dello Zenit, sono finiti i tempi degli elogi per lasciare spazio ad accuse e disprezzo da parte dei suoi connazionali. Le motivazioni sarebbero riconducibili al suo silenzio per quel che concerne la situazione in Ucraina e la mancata condanna alla Russia e all’invasione.

Al riguardo la Federcalcio ucrainaha preso una posizione netta anche per non aver lasciato il club russo dopo la crisi bellica, dichiarando di volerlo cancellare dalla storia del calcio ucraino, togliendogli titoli, trofei e anche il patentino da allenatore. “Con questa scelta consapevole, Tymoshchuk danneggia l’immagine del calcio ucraino”

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