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Le calciatrici afgane di Herat accolte in Italia potranno allenarsi a Coverciano

di Redazione EFBET News
cancatirci afghanistan

L’abbandono delle truppe americane e il ritorno dei talebani, hanno creato il caos all’interno dell’Afghanistan con molti cittadini che hanno espresso la volontà di abbandonare il paese per paura di ripercussioni personali e collettive. Una delle categorie che sta vivendo momenti di tensione e smarrimento per questo “nuovo” corso del Paese è certamente quella delle donne, impaurite nel vedere i propri diritti assottigliarsi rispetto al recente passato. Tra queste, le calciatrici che, negli ultimi anni, erano diventate simbolo di emancipazione femminile all’interno di una Nazione che per anni aveva visto i propri diritti negati, come quello di fare sport e partecipare alla vita sociale in egual misura con l’universo maschile.

Tra coloro che stanno cercando una via di fuga dall’Afghanistan ci sono le ragazze del Bastan FC di Herat, divenute famose nel 2016 per una foto scattata con la bandiera italiana dopo una partita organizzata dai nostri militari stanziata nella zona. Le calciatrici del Bastan FC rappresentano un movimento calcistico femminile che negli anni aveva visto una crescita esponenziale, con oltre mille registrazioni nelle federazioni e 22 squadre totali in tutto il Paese.

Con l’arrivo dei talebani, la paura che questo sogno potesse svanire ha spinto alcune calciatrici della squadra di Herat a lasciare il Paese. In particolare 4 giocatrici, l’allenatore e parte dei familiari delle ragazze sono riusciti a partire da Kabul con destinazione Italia. Arrivate a Fiumicino lo scorso venerdì, hanno tirato un sospiro di sollievo, come comunicato dal loro capitano che in un commovente messaggio ha ringraziato tutti per le cure ricevute.

Per loro oggi inizia un nuovo capitolo della loro storia sportiva. Accolte dalla città di Firenze, quando terminerà la quarantena imposta per il Covid, faranno richiesta di asilo e, come dichiarato dal presidente della FIGC Gabriele Gravinaavranno la possibilità di allenarsi a Coverciano ma anche con le squadre femminili italiane, con possibilità di essere tesserate con deroga. L’obiettivo è quello di consentire alle calciatrici afgane di continuare a perseguire il loro sogno nel mondo del calcio e partecipare ai campionati italiani, venendo integrate all’interno delle compagini femminili presenti sul territorio.

La storia delle ragazze di Herat rappresenta però solo la punta dell’iceberg. Moltissime altre calciatrici sono ancora bloccate in Afghanistan e la paura è che presto si spegneranno i riflettori sulla loro storia. Anche la nazionale femminile di calcio sta vivendo momenti difficili e, dopo aver ottenuti i primi risultati incoraggianti in campo internazionale, rischia di scomparire definitivamente, come dichiarato dal capitano che, una volta scappata in Danimarca, ha consigliato alle proprie colleghe di chiudere i social e buttare i documenti per evitare ritorsioni da parte dei talebani. Alcune giocatrici nazionali sono riuscite a raggiungere l’Australia grazie all’aiuto della FIFA.

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