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Chiusa l’indagine sulle plusvalenze di 11 squadre

di Redazione EFBET News
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Le plusvalenze rappresentano ormai la normalità per i club che hanno bisogno di mettere a posto i propri bilanci, vendendo i giocatori e ottenendo una somma di denaro maggiore rispetto a quando sono stati acquistati. Una tendenza che, però, può diventare terreno fertile di operazioni poco chiare, con il cartellino dei giocatori che viene sopravvalutato così da poter mettere alla voce uscite una cifra più grande.

Proprio per questo motivo, qualche mese fa la Procura Federale della FIGC aveva aperto un’indagine sulle plusvalenze di alcuni club italiani, su tutti Juventus e Napoli, e successivamente Inter e Milan ma senza ravvisare nulla.

Ieri è arrivata la chiusura dell’inchiesta federale che ha coinvolto un totale di 11 società calcistiche, di cui cinque provenienti dalla Serie A, vale a dire, per l’appunto, la Juventus, il Napoli, la Sampdoria, il Genoa e l’Empoli. A queste si aggiungono i club di Serie B, Pisa e Parma, e quelli di Lega Pro, Pescara e Pro Vercelli, oltre al Novara e il Chievo che non si sono iscritte ai campionati.

A riferire sulla conclusione dell’indagine, la Juventus che, attraverso un comunicato nel quale è evidenziato il motivo della stessa, ossia l’ipotesi di violazione dell’articolo 31, comma 1, e degli articoli 6 e 4 del Codice di Giustizia Sportiva.

Le squadre coinvolte ora avranno due settimane di tempo per leggere le carte e strutturare una difesa.

Il dubbio che resta è relativo alla possibilità concreta di poter stabilire un valore oggettivo dei calciatori, così da ravvisare in breve tempo eventuali valutazioni eccessive e fraudolente. Al riguardo la FIFA starebbe pensando a introdurre un algoritmo ad hoc in grado di rivelare la giusta quotazione per singolo giocatore.

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