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Dolgopolov è l’ultimo degli sportivi partito per la guerra in Ucraina

di Redazione EFBET News
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La crisi in Ucraina ha visto in queste settimane la discesa in campo in prima persona di molti sportivi, che hanno deciso di partire alla volta del Paese che si affaccia sul Mar Nero, per arruolarsi con l’esercito ucraino contro l’invasione dei soldati russi.

Dopo i due fratelli del pugilato Valdimir e Vitali Klitschko, con quest’ultimo che è anche il sindaco di Kiev, e Jurij Vernydub, allenatore della squadra moldava dello Sheriff Tiraspol, tanto per citarne alcuni, di recente aveva fatto scalpore la notizia relativa all’ex tennista Sergej Stakhovsky, impegnato sul fronte, salito alla ribalta per i messaggi di solidarietà e aiuto da parte di Djokovic.

Ma nelle scorse ore un altro nome noto della racchetta ucraina ha deciso di intraprendere la stessa strada. Stiamo parlando di Aleksandr Dolgopolov, ex tennista che in carriera ha raggiunto la posizione 13 del ranking ATP, che ha deciso di volare in Ucraina per imbracciare il fucile.

Partito dalla Turchia, dove si trovava rifugiato con la madre e la sorella da fine febbraio, Dolgopolov, come ha riferito in un’intervista rilasciata a Eurosport, ha sentito il dovere di tornare in patria per difendere il suo paese. Prima però ha voluto prepararsi al meglio, imparando a sparare in un poligono di tiro con il supporto di un ex militare professionista.

Finito l’addestramento, ha fatto sapere tramite un lungo post social di essere pronto a combattere: “Ciao Kiev. Sono tornato per aiutare come posso a difendere la nostra casa”. Il suo obiettivo non è strettamente legato solo al combattimento, ma relativo a un aiuto fattivo sotto forma di raccolta soldi, distribuzione di cibo e materiale sanitario.

Il tennista ha poi invitato tutti gli atleti ucraini a partecipare a questa resistenza, evidenziando anche il comportamento degli sportivi russi, che non hanno mai realmente preso posizione contro la Russia, ma solo contro la guerra.

In questo contesto, a tenere banco è la possibile esclusione da Wimbledon di Daniil Medvedev, qualora non dichiarasse apertamente il suo dissenso nei confronti del presidente Putin.

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