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Errori e discrepanze nel visto, cosa rischia Djokovic

di Redazione EFBET News

Manca meno di una settimana all’inizio degli Australian Open, primo slam di stagione il cui inizio è previsto il 19 gennaio, e a tenere banco c’è ovviamente la questione relativa a Novak Djokovic e alla sua partecipazione al torneo.

Dopo aver vinto il ricorso presso un giudice, il tennista serbo dovrà comunque attendere ulteriori decisioni in sede giudiziaria dopo il contro ricorso delle autorità australiane, ma i risvolti definitivi di questa storia potrebbero portare a conseguenze inimmaginabili per il numero uno al mondo.

Secondo quanto riferito dal quotidiano The Mirror, infatti, i funzionari dell’immigrazione australiana avrebbero aperto un’indagine relativa a una serie di errori presenti sulla richiesta di visto, in particolare relativi al tampone positivo al Covid19 presentato per acclarare la pregressa guarigione e il periodo di quarantena in Serbia durante il periodo di positività. Al riguardo, come ammesso da Djokovic stesso, quest’ultimo avrebbe violato il periodo di isolamento per sottoporsi a un’intervista del quotidiano francese l’Equipe. Mentre per ciò che concerne il visto, sarebbe risultato un errore relativo alla spunta nella voce concernente il “non aver viaggiato nei 14 giorni precedenti al suo arrivo in Australia”. Circostanza smentita dai fatti, essendo Djokovic partito dalla Spagna per raggiungere Melbourne, trovandosi precedentemente in Serbia. Un errore che sarebbe riconducibile a una svista dell’agente del tennista.

Qualora l’indagine in corso rilevasse false dichiarazioni e prove, secondo la legge australiana Djokovic potrebbe rischiare il carcere per un periodo massimo di 5 anni.

Si attendono nuovi sviluppi.

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