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Il fuorigioco automatico sarà presto realtà

di Redazione EFBET News

Mentre la scorsa settimana il calcio mondiale, e italiano in particolare, si interrogava sulla possibilità di rivedere le regole in tema di fuorigioco, soprattutto per quel che riguarda gli episodi millimetrici con la possibilità di reintegrare il criterio della “luce”, la FIFA si sta adoperando per introdurre un cambiamento che sicuramente rivoluzionerà il calcio e il modo di condurre le gare per ciò che concerne il ruolo di arbitro e guardalinee.

Arsene Wenger, storico allenatore dell’Arsenal degli “Invincibili”, in qualità di responsabile FIFA per lo sviluppo mondiale del calcio, ha fatto sapere che presto verrà introdotto il fuorigioco automatico, non escludendo che tale provvedimento possa essere esecutivo già a partire dai prossimi Mondiali previsti in Qatar a novembre 2022.

Pur non conoscendo le modalità, l’ex tecnico transalpino ha riaperto un tema che all’interno della FIFA circolava già dall’estate 2020, contemplando la possibilità di migliorare le segnalazioni di fuorigioco grazie all’utilizzo della tecnologia.

Una questione che di fatto è già in essere da quando è stata introdotta la VAR attraverso la quale individuare in modo “scientifico” una posizione irregolare grazie all’uso della griglia che ormai conosciamo tutti. Con il fuorigioco automatico, al pari della goal technology per l’arbitro, il guardalinee riceverebbe l’informazione in tempo reale così da alzare la bandierina ed evitare le frequenti scene dopo il goal alle quali assistiamo in ogni partita. In questo modo i tempi di attesa sarebbero ridotti a favore dello spettacolo e risparmiando a tifosi e giocatori esultanze immotivate.

I tempi per l’introduzione restano ancora ignoti, ma il fatto che il fuorigioco automatico venga introdotto non è in dubbio. Resta da capire il parere dell’IFAB che dovrà riunirsi intorno a marzo 2022 e, soprattutto, il ruolo dei guardalinee che, a quel punto, risulterebbe ancora più marginale rispetto agli ultimi anni con l’avvento della VAR.

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