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Il presidente dello Steaua Bucarest non vuole calciatori vaccinati

di efbetadm

In questi due anni di pandemia il mondo del calcio a livello globale ha dovuto fare i conti con i rigidi protocolli e le restrizioni per frenare la diffusione del Covid19. Misure che hanno riguardato ovviamente anche le vaccinazioni, divenute obbligatorie in alcune discipline.

C’è chi però sembra andare controcorrente. Negli ultimi giorni è salita alla ribalta la decisione di Gigi Becali, presidente dello Steaua Bucarest, storica compagini europea che nel 1986 riuscì addirittura a vincere la Coppa dei Campioni, di non far giocare i calciatori vaccinati. Il caso è scoppiato dopo l’allontanamento dell’attaccante Claudio Keseru che, dopo aver fatto la vaccinazione, ha visto ricevere il ben servito dal numero uno del club romeno.

Le motivazioni dietro a questa decisione sono relative alla convinzione di Becali che i giocatori vaccinati siano deboli e non abbiano le forze necessarie per condurre una partita di alto livello. Intervenuto in una trasmissione sportiva locale, Becali ha preso come esempio la partita tra il Cluj e il Rapid Bucarest, con i giocatori, a suo dire, stremati, intravedendo una correlazione con la vaccinazione.

Sono prontamente intervenute le autorità sanitarie romene che hanno smentito la tesi del presidente dello Steaua, sottolineando che, diversamente, i calciatori che sono guariti dal Covid siano più soggetti a cali fisici e difficoltà a tornare in forma e, per questo motivo, ritengono la vaccinazione fondamentale per non comprometterne la carriera.

Queste le parole di Becali: “Riderete, ma ho ragione. I vaccinati perdono forza. Questa è una cosa scientifica. Tutte le persone vaccinate perdono forza! Lo vedo anche nel mio corpo. Non colpisce alcuni, ma colpisce gli anziani.”

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