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La questione di Cedric Gondo finisce in procura federale

di Redazione EFBET News

Negli ultimi giorni è finita sotto i riflettori l’acquisizione di Cedric Gondo da parte della Salernitana. Il calciatore ivoriano di 24 anni, dopo essersi svincolato dalla Lazio, che deteneva il suo cartellino, si accasato nel club campano, neopromosso in Serie A sotto la guida di Castori, grazie anche alla presenza di molti giocatori laziali mandati in prestito nella serie cadetta per aiutare i granata nella cavalcata verso il massimo campionato italiano.

La questione è finita in procura federale in virtù del fatto che la rescissione consensuale del contratto che legava Gondo ai biancocelesti e il conseguente trasferimento alla Salernitana sembra configurarsi come un escamotage per eludere le regole imposte dalla FIGC. Fino a giugno scorso, infatti, il club di Salerno era di proprietà di Claudio Lotito, già presidente della Lazio, che poteva detenere due club, non partecipando allo stesso campionato. Con la promozione in A, però, come indicato dal regolamento FIGC, per Lotito risultava impossibile rimanere presidente di entrambe le squadre. Un problema risolto attraverso l’acquisizione della Salernitana da parte di un trust che, in modo completamente indipendente, ha il compito di amministrare il club e l’incarico di trovare nuovi acquirenti entro dicembre. Diversamente, rischierebbe l’esclusione dal campionato in corso.

Nel documenti del Trust approvato dalla FIGC, è stato messo bianco su nero l’impossibilità per la Lazio e la Salernitana di effettuare trasferimenti diretti, e per questo la rescissione con la Lazio di Gondo e il ritorno a Salerno (lo scorso anno faceva parte della rosa granata) ha fatto scattare un campanello d’allarme negli organi competenti e la Lega calcio ha fatto segnalazione alla FIGC.

L’esito, però, sembra essere scontato, almeno stando alle carte: la rescissione è avvenuta in un momento antecedente l’offerta della Salernitana all’attaccante ivoriano e ad oggi mancano prove documentate di contatti tra le due squadre per dimostrare la violazione delle regole.

In linea generale, come emerso dal Consiglio Federale dello scorso luglio, l’intenzione della FIGC è quella di vietare le multiproprietà di squadre professionistiche per evitare problemi di questo genere.

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