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Lite Neymar-Mbappè per il rigore. Troppi galli nel pollaio? Le varie liti nella storia recente del calcio

di Redazione EFBET News
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A volte non c’è nessuno a tirarli e altre volte scoppia una guerra per essere il rigorista. Sono così i rigori.

Ultimo minuto di Deportivo-Valencia. Rigore a favore dei locali. Se segnano, vincono il primo campionato (1993-94) della loro storia. Quel giorno non c’era nessuna battaglia tra ego da combattere. Al contrario, le dimissioni hanno lasciato il pallone nelle mani di Djukic . Il suo tiro è stato però fermato da González. È l’altra faccia di quanto accaduto sabato scorso tra Neymar e Mbappé , una sorta di rissa tra bambinoni per voler battere un rigore.

Quello che è stato vissuto in quel PSG-Montpellier diventa un conflitto universale per la rilevanza dei suoi protagonisti. Mbappé e Neymar hanno eserciti di seguaci. Il francese ha rafforzato la sua influenza nel club dopo il suo succoso rinnovo rifiutando l’offerta del Real Madrid. Il brasiliano ha mantenuto il suo posto anche se si vociferava sulla sua partenza da Parigi. Neymar ha battuto il rigore della contesa e ha segnato, il minimo quando si tratta di un campione come questo.

Dopo la partita, per aumentare la polemica, Neymar ha dato ‘mi piace’ ai messaggi che interrogavano Mbappé. Questo problema costringe il PSG a vigilare per l’intera stagione a venire.

Neymar ha già combattuto con Cavani

Non è la prima volta che Neymar compete per tirare dagli undici metri. Nel 2017, quando era ancora un nuovo arrivato nel club, si è scontrato con Cavani per battere un rigore. L’uruguaiano era il rigorista in carica fino a quel momento. Il brasiliano voleva battere, ma l’attaccante uruguaiano ha insistito, tirato e sbagliato. Pochi minuti dopo è arrivata la vendetta. Cavani stava per calciare una punizione fuori area. Dani Alves è arrivato, gli ha preso la palla e Neymar è stato incaricato di effettuare il tiro.

Diego Forlán, compagno di squadra e connazionale di Cavani, è stato schietto sull’atteggiamento di Neymar: “Non l’avrebbe fatto a Messi”, ha detto il bomber, alludendo alla situazione che il brasiliano si era lasciato alle spalle al Barça.

Balotelli, il solito sbruffone recidivo

Queste pratiche, vena di frattura degli spogliatoi, non potevano essere estranee ai soliti parrucconi delle pozzanghere e delle polemiche. Uno di questi è Mario Balotelli, l’inclassificabile attaccante italiano. Durante la sua permanenza all’Inter di Mourinho, i commenti sono diventati pesanti quando nel 2009 si è avvicinato al dischetto per batterne uno che era stato affidato ad Eto’o. Dopo pochi secondi di incertezza il capitano Zanetti si avvicina e allontana Balotelli dall’area. Eto’o ha poi segnato e ha indicato il confine a fine partita: “Quando c’è un rigore, lo prenderò io“.

Quello che Balotelli ha fatto con Henderson è irrispettoso

Steven Gerrard (ex giocatore del Liverpool, nel 2015)

Ma Balotelli è un esperto nel dimenticare le lezioni. Nel 2015 , quando giocava per il Liverpool, in una partita di Europa League contro il Besiktas , il capitano Jordan Henderson stava per battere il rigore. L’italiano, indomito, gli ha preso la palla, ha segnato un gol ed ha esultato mentre ad Anfield sono rimasti tutti di sasso. Steven Gerrard, in tribuna, ha commentato la situazione: “E’ una mancanza di rispetto nei confronti di Henderson”.

Dallo stesso lato della barricata possiamo ricordare l’italiano Paolo di Canio. Nel 2000, durante la sua permanenza al West Ham United, ha conteso un rigore a Frank Lampard, ora allenatore dell’Everton. L’italiano si è rifiutato di mollare il colpo e Lampard, alla fine ha dovuto cedere.

La legge di Arturo Vidal

Il cileno Arturo Vidal, con una carriera strepitosa di successi e colpi di scena, non ha ottenuto il dottorato in diplomazia dal dischetto. Nel 2010 ha giocato al Bayer Leverkusen con Ballack, che stava tornando dopo il suo periodo al Chelsea. Vidal era in carica come rigorista, secondo la sua versione, e si rifiutò di consegnare la palla al tedesco per un tiro. “Mi ha chiesto il pallone e io gli ho detto di no. Eravamo molto amici e avrei potuto darglielo, ma ho dovuto calciarlo”.

Ballack mi ha chiesto il pallone e io gli ho detto di no, dovevo calciare il rigore

Arturo Vidal (calciatore del Bayer Leverkusen nel 2010)

Il rigore rubato da Osvaldo a Totti

Sampdoria – Roma a Marassi nel 2013: Osvaldo è appena finito a terra in area di rigore a contatto con Gastaldello. L’arbitro Celi ha fischiato il rigore. Tutti si aspettano Totti sul dischetto. Perchè è il rigorista, da sempre, della Roma. A maggior ragione perché il capitano giallorosso è a due reti da Nordhal, il secondo miglior marcatore di serie A.

E invece Osvaldo prende il pallone. Lo mette sul dischetto e prende la rincorsa. Non c’è litigio con il numero dieci, ma Totti appare perplesso. Alza le spalle, sputa in terra. Osvaldo calcia un rigore pessimo. Debole, neanche troppo angolato. Romero, reattivo, si tuffa alla sua sinistra, e para. È uno spartiacque della partita. Perchè Sansone solo 5′ dopo segna il 2-0, e la partita terminerà 3 a 1 per i padroni di casa.

Il “fratello” di RdT

Un episodio simile è accaduto nel 2019 al Villarreal . Cazorla, con anni di esperienza dal dischetto, è stato scelto, ma Ekambi ha afferrato la palla per calciarla dagli 11 metri in una partita contro il Getafe. Il rigorista improvvisato ha mancato e la sua squadra ha perso tre punti. L’allenatore del “sottomarino giallo” è stato Luis García Plaza, che ha espresso la sua rabbia: “Non voglio che succeda di nuovo”.

Un altro curioso confronto tra compagni di squadra è stato vissuto a Granada-Espanyol nel 2020 . Un rigore in favore della squadra ospite ha portato a una bizzarra discussione in area tra Calleri e Raúl de Tomás. Le telecamere hanno ripreso situazione imbarazzante. RdT ha persino detto al suo partner “mi stai dando fastidio, fratello”. L’attaccante ha poi fatto gol e suo “fratello” è rimasto a secco.

Per anni Messi e Cristiano hanno vissuto una storica disputa nella Liga per conquistare il Pichichi. Tanto che anche i tiri di rigore hanno assunto una rilevanza particolare. Ogni rigore si trova così sempre più spesso sotto la lente d’ingrandimento della generosità e la contesa dell’interesse personale.

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