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Pedro dalla Roma alla Lazio: subito un ottimo esordio in biancoceleste

di Redazione EFBET News
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Ha suscitato molta curiosità e stupore il passaggio di Pedro Eliezer Rodríguez Ledesma, meglio noto come Pedro dalla Roma alla Lazio. Del giocatore spagnolo e del suo fulgido e vittorioso passato tutti ne erano a conoscenza, ma per lui nessuno sarebbe stato in grado di fantasticare un doppio capitolo calcistico in pochissimo tempo sulle due sponde del Tevere. Dall’operazione chiusa in pochissimi giorni molti ritengono che entrambe le società capitoline ci abbiano guadagnato: la Roma, in primis, per aver alleggerito il suo monte ingaggi e liberato una casella nella sua rosa, la Lazio per aver accontentato Maurizio Sarri che ha chiesto esplicitamente Pedro.

Pedro, in realtà, è uno dei tanti professionisti del calcio moderno catapultato in una città come Roma dove l’importanza del tifo e l’appartenenza sono ancora una ragione di vita per molte persone. Cambiano i tempi e lentamente anche la capitale si adegua, anche se a onor del vero il trasferimento di Pedro da un club all’altro non è il primo della storia. Nel 1934 Ferraris IV e Arturo Chini Luduena passarono dalla Roma alla Lazio.

Trascorsero altri 14 anni prima del percorso inverso di Alessandro Ferri. Nel 1958 Arne Selmosson (insieme a Kolarov forma la coppia di unici calciatori ad aver segnato in un derby con entrambe le maglie), si accasò alla Roma abbandonando la Lazio. Nel 1972 arrivò in biancoceleste Sergio Petrellii che due anni dopo divenne campione d’Italia, nel 1976 è il turno di Franco Cordova. Nel 1981 alla Lazio arriva Michele De Nadai, mentre Carlo Perrone si trasferisce alla Roma. Perrone torna in biancoceleste nel 1982. L’ultimo caso risale al 1985 e prende forma con l’addio alla Lazio per la Roma da parte di Astutillo Malgioglio.

Pedro ha rinfoltito la schiera trovandosi subito a proprio agio nell’ambiente capitolino. A Empoli ha esordito con la maglia biancoceleste mostrando il solito piglio del grande giocatore e giocate di alta scuola. Non avrà la resistenza fisica degli anni migliori, ma per Sarri la sua presenza in campo e nello spogliatoio è sinonimo di professionalità, esperienza e saggezza calcistica.

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