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I problemi alla testa per i giocatori di Rugby

di Redazione EFBET News
rugby testa

Il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato nei giorni scorsi un’inchiesta che riguarda le condizioni di salute mentale dei giocatori di rugby, sport molto popolare nel Regno Unito. Secondo quanto riportato, uno studio dell’università di Durham avrebbe evidenziato una correlazione tra i problemi alla testa e le commozioni cerebrali subite dai rugbisti durante la loro carriera. In particolare, coloro che avrebbero subito 3 o più commozioni, avrebbero dichiarato di soffrire di ansia, depressione e problemi nel sonno. Lo studio ha anche sottolineato episodi di rabbia, perdita di memoria e cambiamenti di umore. Alcuni atleti che hanno partecipato al campione d’indagine hanno dichiarato che “la vita non è degna di essere vissuta”, stanti i continui dolori e mal di testa patiti quotidianamente.

Sulla questione dei pericoli alla testa negli sport di contatto era intervenuto molti anni fa il dottor BennetOmalu, colui che parlando di Football Americano aveva lanciato l’allarme sulle condizioni degli ex giocatori e scoperto una malattia che li colpiva dopo il ritiro, la cosiddetta CTE (Chronictraumaticencephalopathy – Encefalopatia traumatica cronica). Una storia che è stata raccontata anche attraverso una pellicola con protagonista Will Smith, chiamata in italiano “Zona d’ombra”.

Ma non sono solo rubgy e football americano, notoriamente sport definiti “violenti”, a sottolineare tali condizioni mentali e psicologiche. Anche il calcio si è interrogato più volte sulla pericolosità dei colpi di testa, e in alcuni paesi, come gli Stati Uniti, nelle serie giovanili è stato addirittura vietato. Al riguardo è emblematico il caso del calciatore Jeff Astle, scomparso nel 2002.

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