Home » Tottenham, è allarme rosso. Chiuso il centro sportivo, slitta la sfida col Brighton

Tottenham, è allarme rosso. Chiuso il centro sportivo, slitta la sfida col Brighton

Dopo lo stop deciso dal servizio sanitario inglese che ha rinviato la sfida di Conference League, il governo ha chiuso l'Enfield Training Centre. Bisogna trovare una nuova data anche per la gara di Premier

di Redazione EFBET News
tottenham covid

La variante Omicron sta travolgendo la Gran Bretagna – ieri 51.342 nuovi contagi e 161 decessi – e anche il calcio inglese è tornato a vivere giornate d’incubo: Tottenham-Rennes di Conference League è stata rinviata e dopo l’escalation del focolaio scoppiato a inizio settimana nel club londinese, con una ventina di positività. Gli otto giocatori che non si sono allenati prima della sfida e che si deduce possano essere positivi al Covid sono Romero, Lucas Moura, Son, Reguillon, Davies, Emerson Royal, Skipp, Oijeer. Ma a questi, a fine seduta, si sarebbe aggiunto anche un altro calciatore il cui nome non è stato rivelato.

Aumentano sempre di più i positivi del Tottenham: queste le parole dell'allenatore Antonio Conte alla vigilia del match di Conference League contro il Rennes.

LE PAROLE DI CONTE

—”Abbiamo paura, ogni giorno registriamo nuovi casi. Siamo spaventati – ha detto ieri Antonio Conte -. Perché rischiare? Rispetto al giorno precedente, abbiamo nuove situazioni di positività. Domani (oggi, ndr) come sarà la situazione? Ci sarò anche io tra i contagiati? Sicuramente meglio il sottoscritto che un calciatore, ma penso che una situazione come questa non sia giusta per nessuno. Tutti noi abbiamo contatti con le nostre famiglie. Oggi (ieri; ndr) ho lavorato con appena undici calciatori, ma il rischio è che nei prossimi controlli possano essere certificati nuovi casi”.

Le parole di Conte sono state pronunciate nella conferenza stampa di tarda mattinata e sono state profetiche. In serata siamo arrivati a venti casi in totale, tra prima squadra, Under 23 e staff: solo Conte, Coratti e Ventrone per ora sono negativi. L’Uefa fino al pomeriggio di ieri, impugnando le regole sul Covid, secondo le quali con 13 calciatori disponibili incluso un portiere si gioca, aveva confermato il match, ma in serata è stato annunciato il rinvio. La spinta decisiva sarebbe arrivata dal Nhs (National Health Service), il servizio sanitario britannico, che in sintesi ha detto: “Ma che cosa state facendo? Non si può giocare in queste condizioni”. Quando l’Uefa, pressata dal Nhs, ha comunicato lo slittamento della gara, il Tottenham era in ritiro a Enfield. Il centro sportivo è stato chiuso dal governo fino a data da destinarsi, inevitabile di conseguenza il rinvio anche della gara di campionato a Brighton.

Il caso Tottenham è il più drammatico, ma il football made in England è ormai nel pieno della quarta ondata del virus. Il premier Boris Johnson, travolto dallo scandalo dei party natalizi del 2020 organizzati dal suo governo mentre il resto del paese era in lockdown, ha annunciato ieri il cosiddetto piano B che sconfessa clamorosamente il “Freedom Day” annunciato il 19 luglio. Il Regno Unito deve fare marcia indietro dopo aver aperto in modo sconsiderato la nazione e sono in arrivo una serie di restrizioni che riguarderanno pure lo sport. Il Covid pass – equivalente del nostro Green Pass – sarà introdotto nei teatri, nella discoteche e negli stadi con capienza superiore alle 10 mila persone. Un Covid pass “light”, in linea con la discutibile gestione della pandemia tenuta finora dal governo conservatore di Boris Johnson.

Il Covid sta sconvolgendo la Premier. Oltre le positività del Tottenham e di Kovacic nel Chelsea, ieri sera è emerso a Napoli il caso Leicester, con tre positivi nelle staff tecnico e almeno due tra i calciatori. Altri contagi stanno emergendo in queste ore. La scorsa settimana nel consueto giro di tamponi della Premier erano state riscontrati 12 casi, ma nelle ultime ore la cifra è aumentata in modo esponenziale. La variante Omicron è la causa scatenante, ma la verità è che il tana libera di tutti di Boris Johnson, la scellerata gestione delle mascherine e gli ammassamenti incontrollati prima o poi avrebbero prodotto il caos.

www.gazzetta.it

Potrebbe piacerti anche

Lascia un commento